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Giuggiole salentine

Peso: 250 g.

Categoria:

Un frutto ormai dimenticato, usate comunemente ogni giorno sulle tavole di contadini.

Ziziphus zizyphus è la pianta delle Giuggiole, nota anche come Natsume, Tsao o più semplicemente dattero cinese. I frutti eduli e carnosi sono le giuggiole; questi frutti sono grandi quanto un’oliva, presentano polpa giallognola dolcissima e profumata nel gusto, dalla buccia marroncina-brunastra. All’interno di questo piccolo frutto vi è il seme. I frutti del giuggiolo vengono utilizzati sia per scopi alimentari sia per le loro proprietà medicinali riconosciute fin dall’antichità. Contengono l’81% d’acqua, lo 0,8% di proteine, lo 0,4% di ceneri, lo 0,1% di grassi, lo 0,6% di fibre, il 5,8% di zuccheri e carboidrati. Ogni 100 grammi di polpa abbiamo una resa calorica pari a 78 Kcalorie. I frutti hanno un buon valore nutritivo, infatti contengono acidi organici, sali minerali, e sono estremamente ricchi di vitamina C; hanno proprietà epatoprotettive, ipocolesterolemiche, antipiretiche ed antiinfiammatorie: per il contenuto in zuccheri e mucillagini sono emollienti ed espettoranti. Come medicamento la giuggiola ricopre un ruolo importantissimo soprattutto nella medicina cinese dove si utilizzano sia i frutti sia i semi. Nella medicina orientale, le proprietà terapiche delle giuggiole sono sfruttate per alleggerire i sintomi legati a depressione, affaticamento fisico, astenia, irritabilità e nervosismo. I semi della specie Zizyphus spinosa si sono rivelati particolarmente appropriati per combattere gli stati d’insonnia e di nervosismo. Non può certo essere dimenticato l’impiego dei frutti del giuggiolo per alleggerire infiammazioni della gola, bronchiti, raffreddori e raucedini.

 

In Cucina: i piccoli frutti del giuggiolo sono edibili e dolci, freschi e maturi o come è solito consumarle, dopo il periodo denominato “balsamico”, cioè in autunno quando i frutti sono maturi di colore rosso ruggine. Si preparano eliminando i semi e lasciandoli avvizzire per un certo tempo al sole in modo che la polpa diventi più dolce e morbida, dopo di che vengono utilizzati al naturale o tostati. La giuggiola si può consumare anche bollita e cosparsa con miele e succo di limone, ed è indicata per marmellate e gelatine grazie alla consistenza mucillaginosa della sua polpa; è poi usata in infuso per prevenire e contrastare i sintomi da raffreddamento. Si possono preparare sciroppi e liquori, tra cui il noto brodo di giuggiole.

 

Curiosità: chiamate in dialetto salentino “cìcìula”. Alcune leggende proprie dei paesi asiatici narrano che un tempo gli alberi di giuggiole erano strettamente sorvegliati in quanto il loro odore faceva innamorare le persone. Il famoso modo di dire “andare in brodo di giuggiole“, che significa essere completamente in balia della gioia, deriva dal liquore, molto gustoso, preparato con le giuggiole appassite ed il cui consumo genera un grande piacere.

Origine:  Lequile, Lecce, Puglia, Italia

Categoria: I

Calibro: misto

Peso: 250 g